La valigia, le scarpe.

Bang! Eccoci qua! Sì, insomma… Un blog! Perchè no? Fa così tanto teenager, eppure io sto per compiere vent’anni. Allora, sì… Perchè ho capito che mi serve. Da adesso voglio raccontare e fino a che i wifi liberi irlandesi me lo permetteranno continuerò a farlo. Perchè? Per me. Per ricordarmi. Per mio padre, che mi dice “Devi scrivere!!!!” e per chi mi chiede “Perchè non scrivi più?”. Per chi ha voglia, o per chi ci passa per caso e si incuriosisce magari. Per gli annoiati, i cazzeggiatori on line, i fancazzisti… capito? Sta gente qua… E allora, da dove inizio??
Ho lasciato il mio bel paesino 18 giorni fa e adesso mi trovo nel bel mezzo delle campagne irlandesi, ad Ovest, dove non sei mai troppo lontano dall’Oceano Atlantico. Dove gli schizzi delle onde non arrivano ma arriva il vento. Forte e deciso, che non ti da tregua. Non dico che è una cosa che ti sconvolge l’anima, una di quelle cose tipo che ti metti a scrivere poesie o dipingere del Sublime. No. Qui c’è tutto. Una connessione Wifi che va che è un fulmine, i riscaldamenti che sembra estate, frigorifero pieno, niente biscotti (mi mancano i biscotti!!!) e per il resto tutto Ok, a parte quei cavolo di cuscini ortopedici che il torcicollo te lo fanno venire! Ah sì, scusate… ho dimenticato i dettaglio. Io e Luca (quel palloso!) fino a domani mattina viviamo in questa bellissima casa isolata dal Mondo e siamo ospitati, sempre fino a domani, da Doris e Burkhard, una coppia di Tedeschi sradicati e trapiantati nella terra di Smeraldo oramai da anni. In questi 10 o 11 giorni abbiamo lavorato per loro. Giardino, orto, rattoppi vari… WWOOF si chiama. -World-Wide Opportunities on Organic Farms- Funziona che c’è gente che ti ospita, ti da un letto, a volte una grande stanza pure ben arredata se si è fortunati come lo siamo stati noi, o può darsi che vi capiti una “Caravan Mobile”… Ti danno il cibo sufficente per sfamarvi, poi, sempre se siete fortunati come noi, pure per non perdere quei chili che il lavoro duro della campagna vi farebbe smaltire. Insomma, il giusto rimedio per immergersi a pieno nella cultura del Paese dove state viaggiando, senza per altro spendere una cifra esorbitante, anzi, senza quasi spendere niente, se non per spostarsi. Lavoro all’aria aperta, che vi farà sudare, questo non lo nego, e che non è nemmeno per tutti sicuramente come non è per tutti partire e vagabondare per tre mesi in un Paese diverso. Ma va bene, siate fiduciosi! Quindi lavoro, ma soprattutto tante cose nuove da vedere, da imparare e che senza dubbio, nel male ma soprattutto nel bene vi lasceranno un segno. Viaggiate! A scuola non vi insegnano manco a ficcare tutto il massimo indispensabile in una cavolo di valigia. Viaggiate! E lo imparerete da soli.
Ma torniamo… A me. E a Luca, quel pazzo idiota che ha messo la firma su questo viaggio, anche se spesso si lamenta e io mi incazzo sempre con lui, lui c’è. C’è dentro almeno quando me. Quindi…
Torniamo a noi… Abbiamo di nuovo fatto i bagagli, domani ce ne andiamo. A malincuore, ma dobbiamo. In questi giorni oltre che aver imparato a spaccarci la schiena, ed è una cosa che ho amato perchè ho pensato ai miei nonni e tanto e a come facevano, e fanno, tutto questo con una naturalezza inaudita, a piantare una pianta, già, e tante altre cose che nemmeno vi sto a dire, beh si in questi giorni la cosa più importante è che abbiamo avuto l’immenso onore di conoscere una persona come Doris. Doris è bionda, immensa, porta un 45 di scarpa e non mette mai i calzini (Tedeschi, non scordatevelo!), ha perso il braccio destro in un incidente stradale quando aveva tre anni, ama l’Art Noveau, il colore oro e tutto quello che sberluccica (si dice in italiano sberluccica?), le piace guardare la tv e soprattutto è una sognatrice. Fantastico. “Siamo davvero fortunati” ci ripete sempre “La vita è bella” e ogni tanto la vedi saltellare e canticchiare. Ha un sacco di colori e pennelli con cui ho potuto dipingerle la sua casetta degli attrezzi. Una sera mentre bevevamo una delle sue buonissime Hot Chocolate c’ha raccontato d’aver sognato di volare, e che era tanto realistico da pensare di averlo fatto davvero. è bellissimo vedere come gli occhi le se illuminano quando c’è qualcosa che le piace… Come quando per un giorno intero è stata fuori casa e noi abbiamo preparato una torta. Sembrava veramente potesse volare da quanto era felice. è anche una delle persone più forti che conosco. riuscirebbe a sollevarmi se ce ne fosse il bisogno. Ovviamente, non più forte di quanto lo era mio nonno. A proposito… Qualche notte fa ho fatto un sogno. All’inizio mi sembrava bellissimo, poi appena sveglia ne sono rimasta traumatizzata e per tutto il giorno mi giravano in testa quelle immagini. Era il giorno della festa del Babbo, me lo ricordo bene. In pratica c’ero io che percorrevo al buio il corridoio della casa dei miei nonni ed ero spaventata poi arrivata in sala sbuca fuori mia nonna, che solo a quell’immagine sono esplosa di gioia. Non ho mai sognato i miei nonni da quando se ne sono andati e quindi rivedere quella piccoletta è stato stupendo. Beh insomma, lei inizia a scrivere a matina nello scaffale della loro sala che mio nonno sarebbe arrivato alle 8. Se ripenso a come ho passato quella giornata…. Poi però Khawla ( La mamma di Moha, ciaoo <3) mi ha spiegato. Mia nonna era il mio sogno, il mio talento diciamo e lo scaffale la mia noia, il mio lasciar perdere. Mio nonno invece è il sacrificio, il lavoro duro. Penso che questo, quello di scrivere, sia riprendere il mio sogno impolverato dallo scaffale, mettermi a lavorare. Dopo tanti sbattimenti, dopo le preoccupazioni, le ansie, le domande, penso che quel sogno era ciò di cui avevo bisogno. Ora che sto bene. E alla fine Doris ha ragione quando dice “Why not?”. E infatti… Perchè no?
Veronica, la valigia e le scarpe. Salite a bordo che io sono già partita da 18 giorni…

http://www.wwoof.ie/ WWOOF IRELAND ( Be a wwoofer, c’mon!!!)
http://www.wwoof.net/

Buonanotte belli, sono troppo stanca scusate gli svarioni! 😉

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