Chilometri (e tanto sonno)

BBBBUONASERA MONDO VIRTUALE.
Finalmente ho trovato un momento per scrivere. Ieri sera sono stata sfrattata dalla cucina dei miei host, unico punto di connessione con il mondo esterno e, così il mio post è andato perso. Di significato.u.ù
Questa mattina, dopo aver chiuso con sempre più fatica le nostre valigie abbiamo lasciato Valentia e un brutto tempo che sembrava volersi abbattere su di noi. E qui forse è il caso che io apra una piccola parentesi su questo posto bellissimo.
(
Con fatica siamo arrivati nell’isola lunedì scorso, col solito Sole che c’accompagna ogni volta che arriviamo in un posto nuovo, è incredibile, dopo un lungo viaggio dal Connemara. Speranzosi eravamo partiti con l’idea di percorrere i nostri nuovi 200 chiomentri d’asfalto irlandese interamente facendo autostop. E ci siamo riusciti, almeno per tre quarti del percorso. è stato un viaggio lungo. Fatto soprattutto di tanta attesa a volte desolante. Ma ce l’abbiamo fatta. Abbiamo anche avuto la possibilità di fermarci una notte e fare un giro a Killarney, una piccola cittadina davvero graziosa, ma decisamente non alla nostra portata. Arrivati a Valentia i nostri Host hanno deciso di darci un pomeriggio libero, dicendo che avremmo lavorato di sabato (nonchè giorno del mio compleanno u.ù) e così è stato. Siamo montati in bicicletta e, ok ora mi sputtano, per salire sono caduta (u.ù) (era troppo alta per me) (ora ricomincio a ridere .-.) e ci siamo messi a gironzolare per l’isola. Tante belle cose, tante belle salite ma, che gusto le discese!!! Nei giorni seguenti abbiamo lavorato, mangiato da schifo, (ohGod) ma soprattutto conosciuto una delle persone più interessanti e simpatiche se non dell’irlanda almeno di Valentia. Alan,il nostro vicino. Artista, scultore, ex ristroratore e soprattutto, e non che sia una cosa negativa, uomo solo. Ogni tanto lo spiavo tra le siepi che dividevano le due case e lui era solo ma in una maniera così naturale e pacifica da mettere quasi paura. è stato strano. La solitudine ognuno la vive a suo modo certo, ma… Non lo so, non lo so spiegare. Un’altra volta.
Beh insomma, oltre ad averci offerto un Irish Coffe da Oscar ci ha dato la possibità non solo di entrare nel suo laboratorio ma soprattutto di capire la sua arte, e soprattutto lui. è stato un momento di vera ispirazione, era tanto tempo che non incontravo una persona interessante. Non che io ne abbia mai incontrate molte. Nel senso che non si incontrano facilmente, ecco. Quindi un grazie enorme ad Alan e ai suoi occhi curiosi. Un grazie dovuto ai nostri host, anche se le loro zuppe riesumate dagli avanzi dei giorni prima non le auguro davvero, davvero a nessuno. D:
Poi c’è stato il mio compleanno. 20. Bellissimo. E va a finire dritto dritto nello scatolone dei compleanni bellissimi. Non perfetti, ma bellissimi. Luca mi ha regalato un orologio. Un ciondolo in realtà. Con sopra il simbolo, che amo **, della Claddagh ring. (non vi spiegherò che significa, andatevelo a cercare). E questa è una cosa incredibile, mi ha sorpreso questa cosa, anche se a vederla sembra una cosa non troppo strana. Per tutti questi anni ho sempre pensato al tempo come un nemico da battere, da non guardare in faccia. Perdere il senso del tempo, non sapere che ore sono in ogni luogo, in ogni istante. Cosa da ribelle, pensavo io. Che stupidaggine. Ultimamente invece mi sono fatta un’idea e l’idea è che il tempo è dalla mia, non è un nemico. Col tempo posso fare quello che voglio. Posso stare al suo passo. Era un’idea che mi gironzolava in testa, quando viaggi il tempo è oro, non si può sfuggire, non devi. L’unica cosa è ascoltare il battito. E così, forse senza nemmeno saperlo, m’ha fatto il regalo più bello e più indispensabile. Adesso. E adesso altro non è che il mio tempo. 
Domenica ci siamo addirittura abbronzati. Un altro giro in bici, in mezzo alla natura e all’odore del mare. Tanti cuori.
Chiusa la piccola parentesi.
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Ma ora siamo di nuovo in viaggio, come ho già detto. Altri 100 chilomentri oggi ci hanno portato fino a Kenmare. Altra gente disposta ad accompagnarci, anche più lontano della loro destinazione. 
Altri pub, altra musica cantata tutti in coro.
Sono così gli irlandesi. E io non so come farò a lasciare questo posto che è Magico. 

Domani mattina si riparte, e presto. Quindi, se c’è ancora qualcuno che legge, Buonanotte. 🙂

 

 

 

 

 

 

Con gli occhi stanchi, Veronica J.
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