Le vite dal sedile. (Autostoppando)

C’è venuto spontaneo. Come spontaneo è ringraziare per un buon pasto, o augurare un buongiorno. Spontaneo come gli arbusti che qui nascono ovunque ed invadono le strade. E i loro colori.

Così, ogni volta rubiamo un piccolo istante a quegli sconosciuti che, con la solita naturalezza, hanno deciso di aprirsi e di aprirci le porte di casa loro o della loro macchina. Non è poi così scontato. Una foto, e un grazie che avranno sempre con loro.
Ne stiamo conoscendo tanta, di gente. Alcuni strapieni di problemi ma sempre col sorriso sulla bocca, altri di soldi e manco te la fanno pesare, altri di cose da raccontare.
Prendete John, simpatico e panciuto settantenne che di cose da dire ce ne aveva veramente tante, peccato il suo forte accento, non siamo riusciti a capirci quasi niente. Ad un certo punto del tragitto, dal piccolo villaggio di Sneem fino a Kenmare, si è fermato, (con una manovra all’irlandese ovvero sono vivo per miracolo) e si è messo a scriverci una dedica su un suo bigliettino da visita, con la mano tremolante di chi non è abituato a tenere una penna in mano. Appena arrivati a destinazione, dopo essersi sbagliato due o tre volte, è sceso dalla macchina e c’ha abbracciato forte. Ha scelto quello con scritto “Amami”. Per sua moglie, che per il suo compleanno lo porterà fuori a cena.
Oppure prendete Jake, che c’ha accompagnato per circa 40 chilomentri da Kenmare fino a Bantry. Avvocato in carriera che però prima, prima di far carriera e fare i soldi, ha fatto la fame, esattamente come noi, in giro per l’Europa e si ricorda ancora tutte le parole che ha imparato in giro con lo zaino in spalla. Parla il Gaelico, è curioso di tutto. E c’ha offerto pure un lavoro. Ha detto ‘restiamo in contatto’. Ha scelto la musica. Suona non si sa quanti strumenti. Solo per curiosità.
E la coppia inglese in vacanza per Pasqua che c’ha accompagnato fino al posto migliore, fregandosene della benzina, della distanza. Avevano voglia di chiacchierare, di sapere la nostra storia. Di prendersi cura di qualcuno, con tutti i figli lontani a studiare. Hanno scelto di ospitarci, “Fàilte”.
Poi la bizzarra coppia che c’ha dato una mano nella nostra disperata ricerca di un passaggio a Galway. Che non si preoccupano di niente. Don’t worry. Be happy.
E il polacco che c’ha accompagnato fino a Limerick, che nonostante tutto, la politica, la ragazza che l’ha lasciato, il lavoro che non gli piace, la solitudine s’è convinto che sia un bel vivere questo. Life in good.
Ce ne sono e ne arriveranno tanti ancora, ne sono sicura, che con un piccolo gesto stanno contribuendo a rendere questa l’avventura più divertente. Ed umana.
Io, nel mio piccolo, non posso che ricordarli per sempre e farli un po’ conoscere anche a voi. E con questo simpatico gioco del “scegli il segnalibro che vuoi” abbiamo anche imparato a guardare bene cosa c’è nel loro cuore.  Un grazie non sarà mai abbastanza per tutto questo amore incondizionato.

 

la vedete quella lì, al centro? è la cioccolata Wonka. T.T Troppo LOVE
Questa sono io. Oggi è piovuto. Tanto. Poi è uscito il Sole. Tantissimo. ❤
Col cuore pieno, Veronica J.
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