Ogni volta più di prima.

Mi rendo conto solo adesso di tutta la strada che abbiamo percorso. Ogni giorno, chilometro dopo chilomentro, con dietro tutti i posti che abbiamo visto, le persone che abbiamo incontrato per caso, le nostre gambe si sono fatte più forti, le nostre spalle più robuste, i nostri cuori più spaziosi. Precari, sbilenchi, decisi, stanchi. I nostri passi rimangono tracce indelebili del nostro passaggio. Del nostro andare che comunque è un po’ anche restare. I nostri primi giorni a Dublino. Smarriti dalla frenesia della grande città straniera. La paura della lontananza, la paura di non avere soldi. La curiosità e l’entusiasmo. Il profumo soffice della libertà. Poi i primi bivi… Accettare un lavoro che c’avrebbe assicurato di poter vivere la città come due persone ben stipendiate o prendere la via ceca dell’avventura? Ovviamente, non abbiamo avuto molti dubbi e il giorno dopo essere arrivate queste due proposte, siamo partiti. Direzione contea di Galway, destinazione il piccolo villaggio di Craughwell, dove Doris ci aspettava impaziente. Conoscere una persona come lei, e come suo marito Bhurkard c’ha  dato la grinta e lo spirito per affrontare al meglio ogni difficoltà, col sorriso. Col pensiero in testa che tutto è davvero possibile se davvero lo vuoi con tutto te stesso (storia vecchia ma mai scontata ;D) siamo ripartiti. Stesse valigie, stesse scarpe. Ma questa volta con molte più cose da raccontare, da ricordare, da chiudere in un posticino al sicuro in fondo al cuore e da non dimenticare mai. Sligo c’ha accolto fra le solite nuvolone grigie che a volte smorsano il sorriso. La stanchezza del viaggio, la nostalgia delle persone con cui avremmo passato il resto della nostra avventura, la paura mista a curiosità di conoscere la persona da cui stavamo andando. Quando Stig, che ancora dobbiamo capire se si chiama davvero così, è arrivato sfrecciando con la sua macchina sporca e c’ha portato fino in cima alla sua montagna non potevamo ancora sapere di chi si trattasse. Siamo rimasti quattro giorni da lui. Quattro giorni davvero strani, ma in cui ci siamo sentiti davvero immersi nel nostro viaggio. Ritornati a Sligo per due giorni, per smaltire i quattro giorni in montagna, ci siamo decisi finalmente a viaggiare autostoppando. Metodo che c’ha fatto conoscere persone che, nonostante siano state parte della nostra avventura sono per qualche minuto o qualche ora, non dimenticheremo mai, primo per il loro gesto gentile, poi per le loro strambe e straordinarie personalità. Abbiamo potuto conoscere cose dei luoghi che vedevamo che nessuno c’avrebbe potuto raccontare. Storie, passati, progetti, barzellette, sogni… Tutto quello che una strada ed una macchina piena di gente che si è appena conosciuta può creare. Da Sligo siamo arrivati, per metà del viaggio rimorchiando passaggi, fino al Connemara, esattamente a Clifden dove Margharet c’è venuta a prendere per portarci in uno dei paradisi che la costa Ovest dell’Irlanda può offrire. Roundstone. Ogni mattina ci siamo svegliati col sole che picchiava oltre che alle nostre finestre, sul mare cristallino e il porto del villaggio. Meraviglioso. Abbiamo mangiato bene, abbiamo lavorato, abbiamo conosciuto gente proveniente da ogni parte del mondo. Abbiamo potuto ammirare panorami assurdi e bellissimi. Ma come sempre abbiamo deciso di continuare e siamo ripartiti, in uno di quei giorni in cui il vento soffia forte e la pioggiarellina non da tregua. Abbiamo percorso più di 200 chilomentri grazie a persone che c’hanno voluto aiutare, che hanno voluto condividere un viaggio, che, essendo giovani e alle prime esperienze con la strada, hanno voluto fare anche loro quest’esperienza nuova, portandoci fin dove potevano arrivare. Dopo due giorni di viaggio siamo arrivati nell’isola di Valetia, Contea di Kerry. Abbiamo girato gran parte dell’isola grazie alle biciclette di Jackie e Brian, controversa coppia che dopo averci chiesto di preparare un tiramisu non ce ne hanno fatto assaggiare nemmeno un pezzo! Ho passato lì uno dei compleanni più belli di sempre e devo tutto questo a Luca, ovviamente. E ai suoi regali, e ai piccoli gesti di ogni giorno. 🙂 Ripartiti da Valentia stanchi ma comunque sempre entusiasti e pronti a tutti ci siamo presi tempo e con lentezza siamo arrivati fino a Bantry, dove nel tragitto abbiamo potuto conoscere altre tante persone e personalità incredibili. E non è ancora finita qui…
Il nostro viaggio continua e continuano le scoperte. Continua il vento a spingere e a spingerci ogni volta più lontano ma incredibilmente a farci sentire a casa nostra. Passo dopo passo. Cambiando città e piccoli paesi cambiamo anche noi. Innumerevoli volte. ed incredibilente siamo sempre noi stessi. Ogni volta ad ogni incrocio e ad ogni cambiamento la nostra avventura continua e si ricorda essere tutto quello che avevamo progettato e sognato. Ogni volta più lontani. Ogni volta più di prima.

 

In viaggio, Veronica J.
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