immensi. (scavalco I confini, ti tengo per mano)

I chilomentri sono il nostro unico ostacolo, che ogni volta superiamo. Questa mattina ci trovavamo a Cork, in una di quelle vecchie case che nemmeno immagini, che vedi le porte ma non sai della luce che entra dentro. Non sai delle pareti, nè della puzza. Lì l’odore delle fabbriche di birra alle porte della città entra negli spifferi delle vecchie finestre. La pioggia ammuffisce tutto c’ho che trova. Le vecchie moquette intrappolano la polvere che si fa sempre più densa, e soffocante. Abbiamo camminato tanto, spingendoci quasi alla periferia della città, con tutti i bagagli sempre più pesanti di tutto, e l’umidità del letto appena lasciato tutta nella gola. Come sempre non è stato difficile trovare un passaggio. Dermot, Dublinese quasi ventenne c’ha caricato nella sua macchina piena di cose che un giorno butterà, forse. Insieme abbiamo percorso ore ed ore di strada. La strada che ogni volta, e ogni volta di più, ci unisce a chi spinge le quattro ruote. Ogni volta una nuova casa-mobile su cui raccontare, mescolarsi, unirsi. Ci siamo uniti, ci siamo sentiti fratelli. Amici di una vita. Con nessuna presunzione Dermot, alto e magrolino, c’ha accolto a casa sua come se fosse un po’ anche nostra. Tra scarpe sparpaiate, bottiglie vuote e tazze da lavare gli amici con cui condivide la casa c’hanno aiutato a trovare un ostello. Essendo in 8 in una casa da 5 a malincuore non c’hanno potuto ospitare. C’è, per qualche ragione che a noi sfugge, uno strano senso che non è solo fiducia ma costante benessere che porta tutti quelli che incotriamo, vecchi, giovani, poveri, o soli, a dimostrarsi veri amici, con noi. Dove niente è più importante di vedere l’altro stare bene. Non sono più importanti gli impegni, o i soldi. Sono più importanti le persone e non c’è bisogno di nessuna grande catastrofe per rendere questo possibile. Ogni giorno qui non è solo un giorno in più per imparare nuove parole, o come pensano tanti criticoni lingua lunga uno spreco di soldi e di tempo ( Per quanto può sembrare assurdo a qualcuno c’è gente che pensa questo, un bacio a voi, godetevi la vita eh!), o un modo per fuggire ai problemi. Giorno dopo giorno impariamo cose e atteggiamenti tanto semplici che prima ci sono sempre sfuggiti, per paura o per menefreghismo. Ogni giorno è una lezione di tolleranza, altruismo, amicizia. Ieri, ad esempio, non potevo non visitare Kinsale, così colorata e solare, e dopo aver camminato a lungo per raggiungere una buona strada e fare nuovamente autostop, una bella ragazza sulla quarantina si ferma, quasi investendoci, e ci porta fino alla nostra destinazione. Stressata, con il pensiero di far tornare i conti con la banca, e con suo figlio piccolo in ospedale, e la spesa da fare, si prende un piccolo tempo anche per noi. O Aalan, l’uomo balloon, che rifà tutta strada e torna indietro, prende tempo, spende tempo e lo regala a noi, e lo regala a tutti quelli che in passato se lo sono caricati in macchina, con il suo bello zaino pieno di sogni. Farete così anche voi, ce l’ha detto come fosse uno dei comandamenti. O al taxista e suo figlio, che non danno l’imite alla bellezza di essere uomini, e puri, e ci caricano in macchina, in taxi e senza chiedere di essere pagato ci lascia dove vogliamo noi. Non c’è nessuna supplica, nessuna richiesta d’aiuto da parte di chi, col pollicione tirato in su, a fare OK, verso il cielo, chiede un passaggio, o solo di condividere. Ogni volta aspettiamo che la persona giusta, e ogni volta la più folle e ogni volta la più bella si fermi e ci porti, in qualsiasi parte dell’universo. ANDARE.
In ogni caso non puoi che abbracciarli, stringere loro la mano come a dire – sei incredibilmente legato a me, e ti ringrazio- e raccontare di loro a chi non ci crede, che qualcuno ancora di buono al mondo esiste.

Una Pinta traboccante a tutti, che siete nostri amici, a tutti i vostri problemi quotidiani, ai vostri modi spericolati di guidare e giudarvi. E guidarci. Ogni volta in un posto bellissimo e incancellabile.
Il nostro viaggio. Sempre più infinito!

 

 

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Un pensiero su “immensi. (scavalco I confini, ti tengo per mano)

  1. io sarò insonne petulante e patetico , ma stravedo per i miei figli .Questa, è una che non da pace alla curiosità di andare , pensando a Diletta e a lei dislocate ora per qualche giorno in città straniere che rileggo
    pagine del suo blog-diario e rimugino sulla struggente bellezza di spartire l'amore .Copro le braccia e le spalle di un'altra anima gentile ma che gufa e sbuffa ad ogni mia richiesta. M'infilo in un letto caldo tenuto apposta per la circostanza ,in silenzio fino ad un sabato di ventidue anni fa !Buonanotte mia famiglia!!!

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