Chi siamo, siamo.

“Buongiorno, salve, io sono Veron…. Vengo dalle Marche esattamente da…vabbeh lasciamo perdere…”
L’ho detto a perdifiato negli ultimi giorni… ma questo un’altra volta ve lo dico. La mia vita non è a un bivio, no, per niente… è solo all’ingresso dell’autostrada, la sbarra che non si alza e le auto dietro che strombettano furiose. Keep calm. Sono vecchie attrezzature queste qua, italiane… Mo’ entro, mi metto nella prima corsia, piano piano, perchè ho paura di andare troppo veloce. Anche se poi il mio piede da autista pazzoide e frenetica calzerà l’accelleratore fino ad andare su di giri, frenare bruscamente poi, fare il dito a un mucchio di persone e insomma… la solita storia.

Avrei un sacco di storie da scrivere, che mi porto dietro (e dentro) dalla Spagna, e da altri piccoli momenti di scettica lucidità filosofica, ma oggi, non ho voglia di parlare troppo, o meglio, voglio… voglio fare questo… Guardare e riguardare questo videoclip alla follia…

Mi hanno chiesto: Fammi capire chi sei attraverso un libro, un dipinto, un’immagine che ti descrive.

Io ho usato tre canzoni. Che in realtà non mi descrivono credo, non descrivono me, stupida ragazzina annoiata e rompiballe, incazzata col mondo intero e asociale, nervosa, isterica, pignola quando si parla disordinata quando si vive, antiatea e antireligiosa, repulsiva nei confronti della televisione e appassionata di serie tv, mare d’inverno e montagna d’estate, nottambula e che si spaventa ad ogni rumore strano. Insomma… Chi sei? Sono chi sono. Non mi voglio descrivere, sono chi sono. Nessun mio credo stralunato può descrivere poi i miei atteggiamenti. Sono chi sono, insomma. Nessun dramma…

Lasciando perdere i miei isterismi scrittòri…

 

Questa è la prima canzone che ho ascoltato questa mattina… Le prime belle immagini che ho visto. Belle, sì. Ridicolissime. AMORE PURO.
Amo tutto di questo videoclip e non lo dico solo perchè quel bel figone di Ligabue ( è davvero un gran bel figone ONE ONE ONEEE!) è uno di quelli che scrive le canzoni che poi diventano le mie, non voglio dire preferite, le mie canzoni della vita, lo posso dire?
Amo questa canzone. L’ho amata la prima volta che l’ho ascoltata, in macchina, con i vetri appannati, mi sembra fosse metà novembre e il mio grado di depressione preghiaccioartico era alle stelle. Il groppo in gola per le risposte semplici e vere, quasi banali eppure difficili da ascoltare. L’ho amata quella sera, caldissima, a San Siro. Quelle frasi che passavano illuminate da un proiettore. Io che cantavo e non cantavo per leggerle. Piangevamo, voglio dire… ai concerti in molti piangono. Ci sentivamo noi, capito? Ognuno si sentiva se stesso. Si sentiva l’inchiostro di quelle frasi spruzzate sui muri in giro per l’Italia….Un diario aperto con le frasi colorate e i glitter, ognuno un piccolo mondo di fragilità, voglia di evadere, di riconoscimenti, di odio e irriconoscenza, di irriconoscibile, di… non mi viene la parola… ognuno un piccolo mondo di identità contrapposta al resto del mondo (non mi viene davvero la parola).
Così l’ho amata anche sta mattina questa canzone… che in confronto a tutte le altre canzoni che amo magari è la meno… non so… c’è tutto quel discorso su “Ligabue mi piaceva quando suonava Lambrusco e pop corn, carne cruda insomma, gilet di vacca e capelli lunghi, agli esordi capisci, ora fa roba commerciale” e chi più ne ha più ne metta… Critici musicali che.. NON CAPITE UN CAZZO, ECCO!
Anche io ho nostalgia di quegli anni che non ho mai vissuto, quando “Certe notti” ancora non era stata scritta e i concerti erano piccoli concentrati di sudore e Rock, ma questa canzone, e questo video, e tutte le cose che ci sono dietro compreso il taglio di capelli da lupo mannaro… Voglio dire, questa canzone… Avrei dovuto usare questa per descrivermi. SONO CHI SONO, PUNTO. ASCOLTA OGNI PAROLA DI QUESTA CANZONE E CREDIMI, NON SIAMO POI COSì DIVERSI. SIAMO CHI SIAMO. ACCETTAMI, DAI!

Ora ho un po’ fretta, anche perchè mi sembra di stare a scrivere un mucchio di cagate sinceramente, quindi la chiudo qui, come si chiude una di quelle lettere di referenza. CORDIALI SALUTI. BEST REGARDS.

Veronica J., come mi firmo per sembrare una presenza oscura e misteriosa, da quel Paesino lì, piccolo e bellissimo ed emotivamente, socialmente, politicamente sanguinario. Con tutti e due gli occhi pienissimi, sempre aperti, spaventati e viaggiatori. Chi sono? Siamo chi siamo. E STOP.

 

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