Le cose che ti sfiorano. (dolci e con la finestra chiusa)

Ho deciso ora. E allora lo faccio… scrivo, si ricomincia. Dove mi porterà? Non lo so… Ad esempio oggi con un volo tra i confini dell’ultrasensibile (si vede che sono immersa nel libri di filosofia vero? che gioia) sono arrivata, per un’istante appena, in Nicaragua. E questo basta per parlarne. Per parlarne? Per pensarci… Pensare a quanto il sistema della posta sia un sistema troppo, troppo, troppo figo. A quanto dentro a un francobollo possa esserci un mondo. Di storia,di storie, di gente, di oceani attraverati. Pensare a quanto è forte la vita. Non bella. Forte. Perchè oggi quando sono rientrata nella mia stanza qua a Venezia, buia e triste, e sulla scrivania c’era quella busta gialla il vento oceanico è entrato e mi ha sfiorato i capelli, e l’umore stanco s’è scaldato al sole del Pacifico. Io il Pacifico non l’ho manco mai visto…
Non è che bisogna che io ne parli è che semplicemente voglio. Perchè le cose che ti sfiorano dolci ultimantente sono così poche che se l’oceano ti entra in camera e tu hai pure la finestra chiusa  qualcosa è accaduto, ma non per caso, o per destino. Qualcosa è accaduto perchè qualcuno l’ha fatto e se l’ha fatto significa che è possibile e che nulla si può rinchiudere per sempre, e che tutti gli inverni prima o poi finiscono e se non se la smettono li fai comunque finire tu. Allora l’ho aperta dopo averla guardata per mille volte e dentro c’era un’altra busta, fatta di carta reciclata e dentro la busta di carta reciclata un foglio. E m’è sembrata così giusta.
poi l’ho letta eh, alla fine. e ciò che ho pensato è che conoscere una persona che ha coraggio non è da tutti e poi fai fatica anche a riconoscerli i coraggiosi. Perchè si nascondono, non lo dicono che hanno coraggio, nemmeno lo sanno e nemmeno ci fanno caso. Ma fanno, e basta. Fanno perchè devono, perchè c’è qualcosa che dice loro che semplicemente va fatto o anche non fatto. è l’istinto che li guida ed è l’istinto che li guida a farli ridere e a farli meravigliare. Poi una persona può essere tante cose diverse, come ad esempio può essere mia cugina. Che roba, cresciute insieme a farci i bronci e a nasconderci per timidizza, a noi ma anche al mondo, eppure così simili. Ma questa è un’altra storia, la storia ora è che lei lo sa, l’ha capito. Ed è strano. In pochi capiscono una come me.mmh, anzi nessuno. Non ci riesco io, sentiste che litigate e quante urla… Però lei lo sa, punto e basta. E se correndo sulla sabbia di una qualche spiaggia nascosta o tuffandosi da una cascata l’ha sfiorata l’idea che quel sogno lo stavo vivendo anche io attraverso i suoi occhi significa…. Significa qualcosa. Tipo che devo presto lasciare la mia valigia sgangherata da accademica a casa e riprendere il mio zainone da Veronica e girare il mondo, almeno per un po’, perchè io maledizione devo andare, come in quel romanzo, Sulla strada, senza orari, senza imposizioni, senza programmi, senza niente…. Con i “tempi nica”, che bell’espressione. Ovvero senza tempo. A casaccio, come l’esistenza. A casaccio. Lei l’ha capito.

Il Pacifico è uscito. da dove non lo so. Ma prima o poi tornerà qualche cos’altro a sfiorarmi.

Oppure me lo vado a prendere, come in quel romanzo, Sulla strada, che cosa si andavano a prendere poi non l’ho capito alla fine.
ma Sal Paradise sembrava un tipo forte. Ma io non l’ho ancora capito se era un tipo forte o no.

Scrivete lettere gente, è così bello. 🙂

 

Veronica J.
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