IN GIRO PER I BALCANI, giorno 1- Quando parti ed emozioni varie

Dopo mesi di silenzio torno a scrivere sul mio caro blog (e a scrivere in generale, che fatica che ho fatto in questo periodo!!). Ma credo sia normale così. La quotidianità, i soliti ritmi, le abitudini mi spezzano. Mi succhiano via tutta la voglia di raccontare, la fantasia… Ma ora sono nuovamente in viaggio e il sangue lo sento scorrere caldo nelle mie vene e i miei occhi sono affamati, attenti, vivi. Sono stati mesi colmi di insicurezze e anche i giorni prima di partire non sono stati da meno. Questa per me non è altro che ADRENALINA PURA ma anche bruciore di stomaco!!! ‘è una cosa buona da fare?’ ‘Sarò in grado di realizzare questo progetto al meglio?’ ‘Ho le capacità per raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissata?’ ‘Nello zaino ci starà tutto?’. E poi comprare le ultime cose ‘necessarie’, valutare quali mezzi prendere, dove dormire. Quando sei a casa e progetti il viaggio non sai che fare, cosa scegliere. E non fai, non scegli. Per paura credo.Ma poi parti, in qualche modo, ed è tutto così semplice. Reattività, coraggio, spirito di sopravvivenza, il gusto del pericolo. Prendere decisioni in un nano secondo. In una parola: ANDARE! Andare e non fermarsi un attimo. Conoscere gente, inebriarsi dei chilometri di strada che ti scorrono sotto il culo, vedere i paesaggi cambiare mille e mille volte. Gli odori che ti guidano, i rumori che ti tengono compagnia. E spostarti, non affezionarti a niente e comunque avere tutto dentro è ciò che ti tiene in vita. Essere l’eterna straniera, l’eterna vagabonda.

Il primo giorno è passato in fretta, tanta strada già fatta e tante belle facce conosciute. Come Biljana, croata di nascita vera e propria cittadina del mondo nella vita. Un animo intriso di gentilezza e curiosità che ha contattato amici e parenti in tutto il territorio perché possano ospitarmi e perché io, soprattutto, possa raccontarli. O come Millie, viaggiatrice solitaria anche lei, con cui condividere una buona cena, due chicchiere e una stanza in ostello!

E ora la strada si fa di nuovo percorrere. I vacanzieri sono molti, troppi e io ho bisogno invece di trovare i posti, sedimentati nella storia o semplicemente in loro stessi e le loro persone. Scavalco la Croazia in fretta e stasera arriverò in Bosnia, finalmente. Sono emozionata e tutto dentro di me urla che ‘vuole vedere!!!’.
Il viaggio non finisce mai!
Veronica J.

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