Solo Bagaglio A Mano – storie per l’anima (inevitabilmente leggera)

Destino, caso, accidentalità. Non capita spesso ma a volte succede che un libro ti sceglie. Entri in una libreria e lui è lì. La prima cosa che noti, o qualcosa su cui inciampi, qualche copia che fai cadere. Con “Solo Bagaglio A Mano” per me è stato così. è assurdo ricordarsi di un evento del genere? Il momento in cui ho comprato un libro, dove ero, che profumo c’era nell’aria? Da squattrinata Studentessa e baby sitter fuori sede, si fa quel che si può per sopravvivere. In quel periodo mi ero trasferita per qualche giorno A San Vito Di Cadore, nel Bellunese, con Giulia, 8 anni, che passava le mattinate allo sciclub mentre io mi perdevo nei boschi ai piedi delle Dolomiti. Spinta fino a Cortina da una fantastica giornata grigia, la cosa più bella, e forse l’unica, che trovo nel centro della città è una libreria. Luci soffuse, una grande scala di legno scuro e un amabile signore che pare conoscere ogni libro che vende. “Solo Bagaglio A Mano” è lì, quasi all’ingresso, che guarda i clienti entrare dal basso, fiancheggiato da un libro di ricette italiane e un grande manuale di vini. Però il titolo mi colpisce, anzi, mi fa sussultare. E voracemente, come tutte le cose che mi piacciono e mi stupiscono, lo prendo al volo e lo sfoglio. Tra la solita indecisione, tra il ‘lo prendo o lo rimetto al suo posto?’, c’è il giro in libreria, il tempo che si modifica, inevitabilmente. Quando esco dal regno magico della carta lo faccio con una guida Lonely Planet della Germania, un libro di Antoine De Sainte-Exupéry, “Volo Di Notte” e “Solo Bagaglio A Mano” di Gabriele Romagnoli. Nel ritorno verso la mia nuova ennesima casa inizio a sfogliarlo, voracemente, anche sta volta. Non è meraviglioso quando un libro trova esattamente le giuste parole e i giusti pensieri a quel qualcosa di indistinto che avevi in testa? Quel concetto che percepivi, sentivi ma non riuscivi a spiegare? Mi è bastato il titolo per innamorarmi di questo libro che non dice solo ‘Bagaglio A Mano’ ma ‘SOLO Bagaglio A Mano’. è fondamentale. è qualcosa di simile ad un mantra, una richiesta all’essere con poco che si ha e non il contrario. Questo libro mi è servito. E mi servirà ancora. è per questo che è vigile sullo scaffale sopra il mio letto insieme a Munari, qualche bel manuale di storia della fotografia, trattati di funambolismo e poco altro. è quel qualcosa di scritto di cui voglio farne la mia essenza vitale ma esattamente tutto ciò che faccio già, o provo a essere. Avere poco di essenziale da portarmi con me e, non accontentarmi, ma godere della leggerezza. Mentale certo ma anche fisica. è fondamentale! Io non ve lo sto consigliando questo libro, verrebbe incompreso da molti, non capito o sottovalutato alla grande. Ma ne parlo perchè è una bella storia e le storie le amo, belle o brutte, come quelle che ci sono nelle sue pagine. ‘Solo Bagaglio A Mano’ rientra, per ora, nella top10 dei libri che mi sono piaciuti di più (e questo significa: divertito, fatto riflettere, emozionato, fatto cambiare, riletto e riletto). Ma questo, forse, perchè solo bagaglio a mano è uno stile di vita.

“La sineddoche di noi stessi è un obiettivo virtuoso. Significa non identificarsi attraverso una molteplicità di segni, oggetti, valori, ma tendere a uno, autoridursi nello spazio, concedersi meno tempo: essere e non ingombrare”

 

e poche righe più su…

 

“La farfalla non scava tane, non arreda nidi, non ha casa. La farfalla è libera e leggera. è libera perchè è leggera.”

 

Veronica J.

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