Voglio vivere come Philippe Petit! ESSERE FUNAMBOLI

Le mie più belle avventure solitamente iniziano in libreria, dove tutto puoi vivere eppure solo una cosa alla fine decidi di affrontare. AAh, i libri, che posto magico! Come per tutti quelli che alla fine sono diventati i miei libri anche questo pare avermi scelto. O meglio, mi ha chiamato! Era nascosto nell’ultimo scaffale dell’ultimo piano di una libreria disordinatissima di Venezia, vicino al teatro Goldoni. Senza reparto, senza criterio. Proprio perchè in realtà è incollocabile, perla unica tra tante solo rare. “Trattato Di Funambolismo” era lì, e solo una che si sente funambola, e lo è, poteva notarlo nascosto tra tutto quel disordine. Philippe Petit, inutile dirlo, già lo conoscevo ma tutto pensavo tranne il fatto che si fosse messo pure a scrivere libri. Come poteva però il più grande funambolo mai esistito non scrivere un trattato sul funambolismo, o meglio, sull’essere funamboli!? Che, se sei funambolo mica lo decidi. Lo sei, e basta. Con la solita frenesia e acquolina in bocca mi impossesso del libro, anche guardandomi un po’ intorno, schivando presunti avversari alla ricerca della preziosa perla. Ma di avversari non ce ne sono all’ultimo scaffale dell’ultimo piano di questa disordinatissima libreria e io già cammino sulla fune immaginaria che le parole di Philippe  tendono tra le pagine e la mia mente. Nella classifica degli anarchici, spericolati, fuorilegge sognatori è uno dei miei preferiti. Uno di quelli che l’impossibile è una sfida, il pericolo vita, la morte presunzione di non averne paura. Tutto per il brivido, il cielo, il vuoto. Lo spettacolo! Ma di Philippe potrei parlare per ore. Le sue spettacolari follie, i suoi record, arte, poesia, filosofia di vita, la sua faccia da schiaffi, i capelli rosso fuoco. Manie, pensieri, sguardi. Tecnica. “Trattato Di Funambolismo” in fondo è tutto questo. Infinitamente poetico.

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Ieri, con Anna, ho visto finalmente “The Walk”. Il film dedicato alla vita di Philippe ma in particolare alla sua impresa più famosa, la traversata sul filo delle Torri Gemelle nel 1974. Joseph Gordon-Levitt e il suo fantastico francese a parte ( ❤ ❤ ❤ ) la storia del grande funambolo e la sua impresa è la descrizione perfetta del suo spirito. Romanzata un po’ troppo? Io non credo. Philippe Petit è così eccentrico e potente che la sua storia non può che essere straordinaria!

Uomo dell’aria, tu colora col sangue le ore sontuose del tuo passaggio fra noi. I limiti esistono soltanto nell’anima di chi è corto di sogni.

e ancora

Al culmine della disperazione il funambolo impugna il bilancere e, sul punto di desistere, passo dopo passo, passa.

 

La funambola Veronica J.

 

 

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