Luglio col bene che ti voglio…- 6 LIBRI PER FARMI COMPAGNIA

Con l’arrivo di Luglio mi sono data alla pazza gioia, che per me molte volte equivale a passare tutta la giornata a leggere e mangiare gelato. Luglio è stato un mese immerso nei libri, nel pianoforte che ho ricominciato a suonare e nella natura, la mia natura. Quella delle colline che circondano casa mia, isolata nel verde delle Marche, tra idee e progetti futuri che ancora assomigliano solo ad aquiloni da far volare. Erano anni che non restavo così a lungo a casa ed è incredibile quanto tutto questo verde e questo giallo nei campi non smetta mai di inebriarti. E costantemente mi inebria il profumo della libreria di casa, che ogni tanto spolvero, ogni tanto sfoglio, ogni tanto disordino e riordino e anche per lei nascono i progetti più eccitanti per un futuro ancora lontano ma senz’altro da fare. La pazza gioia, come dicevo. Con la testa ficcata nei libri. Un sogno. Ed è incredibile poi vedere come tra un libro e l’altro ci sia come un filo che unisce la tua storia, le tue idee, il tuo pensiero. Questo è quello che ho letto nel mese più fantastico dell’anno che ahimè è già finito ma che anche grazie alle pagine di quei libri non svanirà mai.

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il primo libro che ho letto lo ha comprato mio padre un giorno al mare dall’Uomo Nero, che pensa un po’, vende libri, quelli che poi uno dovrebbe leggere, anche solo per farsi un esame di coscienza, anche solo per avere un’idea più chiara del mondo. Si intitola C’era una volta Gorée – Lo schiavismo spiegato ai nostri figli di Joseph N’Diaye e spiega in maniera semplice e chiara come è nata la schiavitù in Africa, come avveniva il commercio umano, cosa succedeva per mare fino al continente americano, come ai diritti umani si sputava sopra, come poi la situazione si è evolta, fino ai giorni nostri. C’era Una volta Gorée è una di quelle perle che trovi per caso e che vorresti che tutti leggessero.

Poi in giro per casa c’era questo libricino, che solo la copertina parlava da sè. Viva La Vida! è stato scritto da Pino Cacucci per uno spettacolo teatrale e per chi conosce almeno un po’ la vita e la storia di Frida Khalo è come ascoltarla parlare. Fantastico. Ci sono tutti i suoi colori, tutti i suoi dolori.

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Gabriel Garcìa Màrquez non ha bisogno certo di presentazioni, ma le aveva per me, che di lui non avevo mai letto niente, pur essendo affascinata da quelle terre pazzesche che hanno sempre camminato nei miei sogni da esploratrice. L’Amore Ai Tempi Del Colera non è per niente come me lo aspettavo, ma avere due versioni di una storia sola a volte è affascinante. Vedere dove può arrivare la tua fantasia e dove può arrivare quella dell’autore…

Ho letto anche il libro Cuore di Edmondo De Amicis, che io ho sempre sentito chiamare così, forse perchè è proprio uno di quei libri da dover leggere. Non mi era mai capitato di leggerlo prima, nemmeno alle elementari, chissà perchè… L’ho letto adesso e m’è piaciuto!

Ma il libro che mi è piaciuto più di tutti e che m’ha fatto tremare, piangere, domandarmi, rifettere, incazzarmi, sentirmi una nullità, amare e piangere di nuovo è I Miei Sette Figli di Alcide Cervi. Il padre dei sette partigiani uccisi per uno di quei ‘per ogni fascista dieci uomini’ racconta una delle storie più belle che io abbia mai letto. Loro sembrano eroi dei film eppure no, sono, erano, persone in carne ed ossa. Che non solo hanno lottato, studiato e sono morti per sconfiggere ‘il cacro fascista’ ma l’hanno fatto da italiani e l’Italia era la campagna, il lavoro duro nei campi e nelle stalle, l’innovazione. è uno di quei libri da rileggere ogni anno, non tanto per ricordare, commemorare ma per migliorarsi, per continuare a chiedersi, a coltivarsi.

In poche cose credo ma nei libri c’ho creduto sempre. in quello che ti sanno raccontare, quello che ti fanno saper vedere. E c’è una cosa in cui credo più dei libri; le persone da dover ricordare.

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L’ultimo libro che ho abbracciato ieri è Il vecchio Che Leggeva Romanzi d’amore di Luis Sepùlveda, anche lui non ha bisogno di presentazioni. Questo libro è come una preghiera, anzi molto di più. Come un canto dei nativi. Come un respiro. Di sollievo, di gioia, di dolore, di malinconia. Ero tra le pagine e sentivo il profumo della foresta.

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Leggere non significa solo leggere. Significa vivere in mille corpi e in mille idee. Coltivare, come facevano i sette fratelli Cervi con la loro terra e con le loro persone. Amare come si amavano nel Caribe o come quello che il vecchio cercava nei suoi romanzi. Crescere, sognare, cambiare, combattere, respirare.

 

Veronica J.

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