i giorni della passata; Ode al Pomodoro

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Mia sorella odia i pomodori crudi ma da quando ha letto la poesia di Neruda, ‘Ode al Pomodoro’ appunto, si è commossa talmente tanto che ha deciso che sconfiggerà le sue fobie e prima o poi mangerà i pomodori. Mio zio mi racconta di quando da piccolo raccoglieva un pomodoro caldo di sole e sporco di terra e lo mangiava per merenda. Mia nonna, mentre taglia i pomodori per la passata che userà per ogni domenica dell’anno a venire, ne prende uno e lo annusa forte e poi sospira soddisfatta. Io prendo tutto quel rosso vivo e lo metto nella macchina fotografica. La cura, la pazienza, la fatica, mentre nell’aria circolano i giorni più caldi dell’anno e il profumo dei pomodori rossi e maturi, compagni fedeli delle domeniche in famiglia.

Veronica Janise Conti

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